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Agosto 27, 2007
Hacking su automobili
In un’ora di accessi sono stati in grado di violare il codice della propria automobile; fatto questo, lo scoprire quelli di altre maccine dello stesso produttore diviene un lavoro molto più semplice.
Secondo uno degli scienziati, Orr Dunkelman, ricercatore presso l’università di Leuven infatti, tutti i codici sono generati da una master key, scoperta la quale vengono derivati tutti gli altri implementati da un dato costruttore sui suoi veicoli.
L’attacco al codice viene generato con 65000 query, corrispondenti ad un’ora di tentativi via wireless, al termine della quale il tutto viene dato in pasto ad un software che in una giornata decifra la chiave primaria.
36 bit sono comuni a tutti i codici, mentre il resto � ottenibile semplicemente mediante l’utilizzo di uno sniffer, nella fattispecie un software che intercetta i codici tra telecomando e vettura quando questa viene aperta.
Ovviamente tutto questo procedimento non � applicabile con quelle automobili dotate di sistema di riconoscimento biometrico (tipicamente impronte digitali), che si sta diffondendo su alcuni modelli di fascia medio-alta.

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Marzo 19, 2007
Il telefonino di Google: Real Phone, o Gphone?
Sul giornale inglese The Guardian è riportata l’intenzione di Google di immettere sul mercato un suo telefono cellulare, chiamato Google Real Phone, o Gphone.
È da tempo che Google pensa al cellulare: infatti già nel 2005 acquistò una società chiamata Android, la cui attività principale era lo sviluppo di software per i dispositivi mobili.
Altre affermazioni portano a confermare l’idea del telefonino personale di Google: una dichiarazione di Simeonov il quale sostiene che Google ha acquistato Reqwirless. Questa società vendeva una suite di applicazioni per telefoni cellulari che giravano su telefoni abilitati al J2ME, e sempre secondo il giornale inglese The Guardian, Google starebbe trattando con l’operatore telefonico Orange.
Non ci resta che attendere di vedere le prime immagini di questo nuovo telefonino.
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Settembre 4, 2006
Capricorn lancia nel mercato un sistema di archiviazione da 120TB
La moltitudine di media presenti nella rete, ha creato nella popolazione mondiale, un incentivo significativo verso l’espansione dei sistemi informatici. In Italia, una delle spese maggiori che si sostiene durante l’acquisto del nuovo PC è proprio quella dell’Hard Disk, il quale viene venduto come la carne viene venduta a peso in macelleria, ovvero un euro al GB.
Raramente si scorgono nei cataloghi pubblicitari memorie di massa superiore ai 500Gb, in quanto il computer stesso ne risente in velocità e consumo. E’ proprio questo il problema, la maggior parte dei server o delle semplici banche dati sono delle vere e proprie “sanguisughe elettroniche” le quali, se connesse all’impianto elettrico casalingo, provocherebbero lo sgancio incondizionato da parte del contatore ENEL.
Recentemente Capricorn, ha lanciato nel mercato mondiale, un sistema di salvataggio dati intelligente e a basso consumo. Poco più grande di 48 centimetri per nodo, è in grado di soddisfare le esigenze più remote, grazie ai suoi 120TB disponibili per l’utilizzo in networking. Nulla di nuovo fino adesso, ma se vi dicessi che il sistema consuma solamente 80 Watt per nodo con un totale di 3200Watt massimi?
Capricorn informa che qualunque sia la scelta riguardo la capacità , il prezzo si aggirerà attorno ad 1,5 dollari al Gb, il ciò comporta che un Rack completo costerà circa 200.000 dollari. Momentaneamente sono disponibili due sistemi funzionanti e testati al 100% il PetaBox TB120 e il fratellino minore PetaBox GB3000, per le caratteristiche di uno e dell’altro vi rimando alle rispettive Home Page.
Fonte: Pc-facile.com
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Agosto 8, 2006
Intel Core 2 Duo, Conroe è arrivato
Dopo una lunghissima attesa la nuova serie di processori Core 2 Duo, più nota con il nome di Conroe è arrivata. Negli ultimi due mesi queste cpu si sono fatte vedere nei più grandi forum dedicati all’overclock dimostrando sin dall’inizio le sue potenzialità . La data di scadenza dell’NDA è stata il 14. luglio, mentre l’arrivo delle cpu in grandi quantità presso i distributori è prevista nelle prossime settimane.
Intel con questa nuova gamma di processori è riuscita ad abbassare notevolmente il TDP al punto di dimezzarlo. La cpu che abbiamo a disposizione per il confronto (Pentium 965 Extreme Edition) ha un TDP di ben 130 Watt, contro i 65 Watt massimi di Conroe. Progettando questi nuovi processori, Intel è stata obbligata ad abbandonare l’ormai vecchia tecnologia NetBurst che teoreticamente è stata progettata per ottenere ben 10 GHz. Questa non è stata una vera decisione per Intel, bensì un obbligo per colpa dell’eccessivo calore prodotto dai processori con core Northwood, Prescott e Presler. Le cpu con core Presler, anche se a 65 nm, non hanno portato alcun vantaggio in termini di consumi e calore.
AMD invece per quanto riguarda i consumi e il calore è stata sempre un passo avanti nei confronti di Intel, però da adesso ha un nuovo concorrente anche in questo campo. Poche settimane fa AMD ha presentato il nuovo socket AM2 che a detta di tutti non ha portato alcun vantaggio per ora con le memorie DDR2…
…continua la lettura dell’articolo.
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