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Consumi ridotti per le prime cpu Intel a 32 nanometri
Entro la fine del 2009 Intel presenterà la prima serie di processori costruiti con tecnologia produttiva a 32 nanometri, destinati a sistemi desktop e dotati di un numero di core variabile a seconda del tipo di segmento di mercato al quale si rivolgeranno. Con il nome in codice di Clarkdale vengono indicate le cpu Intel [...]
24 febbraio 2009
Entro la fine del 2009 Intel presenterà la prima serie di processori costruiti con tecnologia produttiva a 32 nanometri, destinati a sistemi desktop e dotati di un numero di core variabile a seconda del tipo di segmento di mercato al quale si rivolgeranno. Con il nome in codice di Clarkdale vengono indicate le cpu Intel a 32 nanometri specificamente rivolte al segmento desktop di fascia media; Gulftown indica le soluzioni a 6 core che prenderanno il posto delle soluzioni Core i7 attualmente disponibili in commercio mentre le soluzioni Arrandale saranno specificamente rivolte all’utilizzo in sistemi notebook.
Le cpu Clarkdale e Arrandale integreranno al proprio interno anche un sottosistema video: queste cpu saranno costruite utilizzando un approccio di tipo MCP, MultiChip Module, con il quale quindi GPU e CPU saranno montate sullo stesso package ma su die differenti. Si tratta dello stesso tipo di tecnologia adottata da Intel per le proprie cpu della serie Core 2 Quad, nelle quali due die dual core sono affiancati sullo stesso package collegandoli attraverso il front side bus.
L’architettura di processore scelta per le soluzioni Clarkdale prevede tecnologia produttiva a 32 nanometri, con microarchitettura della famiglia Nehalem e integrazione della tecnologia Turbo Boost. Saranno integrati due core fisici, che diventeranno 4 logici grazie alla presenza della tecnologia HyperThreading. La cache integrata sarà in quantitativo di 4 Mbytes, mentre il memory controller integrato sarà compatibile con memorie DDR3 sino alla frequenza d 1.333 MHz.
Il sottosistema video verrà costruito con tecnologia produttiva a 45 nanometri, ma al momento attuale non se ne conoscono in dettaglio le specifiche tecniche. Il processore Clackdale potrà gestire sia GPU integrata che una soluzione su scheda PCI Express; il controller integrato permetterà di sfruttare un canale PCI Express 16x oppure due canali PCI Express 8x. Il Socket di connessione scelto da Intel sarà quello LGA 1156, compatibile con le altre versioni di processore Nehalem delle famiglie Lynnfield e Ibex Peak, mentre a livello chipset la compatibilità sarà assicurata con le soluzioni Intel della serie 5.
Intel ha reso disponibile un video nel quale è mostrata una piattaforma di test interno basata su processore Clarkdale; da segnalare come il consumo complessivo del sistema, misurato a monte dell’alimentatore, sia limitato a circa 65 Watt eseguendo un benchmark che sfrutta tutti e 4 i core logici a disposizione del sistema. Un consumo di questo tipo è stato ottenuto abbinando i vantaggi della tecnologia produttiva a 32 nanometri con un design della scheda madre più semplice rispetto a quanto richiesto attualmente: un unico chip, indicato come PCH (Platform Controller Hub), è collegato via DMI al processore mentre il controller PCI Express è integrato direttamente all’interno della CPU.
hwupgrade(c)













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